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14-03-2014 -

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Auto blu: da asta fino a 10 mln, l'80% del risparmio riguarda il personale

"La messa in vendita di auto di proprietà guidate da autista (ancora troppe in alcuni settori della PA centrale, in alcuni ministeri, università ed enti di ricerca) è certamente corretta". Lo afferma il presidente Carlo Flamment del Formez (l'istituto incaricato del "censimento" delle auto blu), , secondo il quale con la vendita pubblica, all'asta telematica, il Cdm ha indicato ieri "una procedura che è importante venga seguita anche dalle molte amministrazioni locali che, soprattutto nel Mezzogiorno, detengono la gran parte delle residue 6.300 auto blu (cioè le auto destinate ad uso personale o comunque guidate da un autista) circolanti nel Paese".
In una intervista all'Ansa, il presidente Flamment afferma che l'asta delle auto blu avrà un effetto "esemplare, con un impatto sui costi delle pubbliche amministrazioni molto maggiore del ricavato in sé per sé, stimabile in circa 10 milioni di euro". Dati alla mano il presidente spiega che: "Complessivamente le auto blu utilizzate dalla Pa a livello centrale e locale sono 6.200-6.300, un numero dimezzato rispetto al 2010, anno in cui è iniziato il monitoraggio. Questa diminuzione ha permesso nei quattro anni al 2013 un risparmio di circa 260 milioni l'anno, dovuto non solo alla dismissione delle auto, ma ai risparmi soprattutto in termini di personale".
Il costo di un'auto blu è ad oggi compreso tra i 70.000 e i 100.000 euro l'anno, "ma di questi - puntualizza Flamment - il 20% dipende dalla benzina, dalla gestione e dalla manutenzione, mentre il restante 80% dipende dal costo degli autisti. Il risparmio grosso è nel personale".
Finora le vendite non sono state molte, anche perché mancava una procedura seppur indicativa. Più che altro la diminuzione del numero è stata determinata da restituzione di noleggi. Ora però una procedura esiste, l'asta indicata dal presidente del Consiglio, quindi molte delle auto in proprietà, circa il 75% delle oltre 6.000, potranno essere effettivamente vendute. Si potrà probabilmente partire dalle vetture di più grossa cilindrata, oltre i 1.600 cc, che, in base alla normativa vigente, non possono più essere utilizzate dagli enti pubblici.
Secondo Flamment, il numero totale può ancora scendere di un terzo, soprattutto nelle amministrazioni locali che sono finora quelle che hanno diminuito in maniera meno significativa il loro parco auto. "Nelle quattro Regioni del Sud - afferma il presidente del Formez - ci sono ancora almeno la metà delle auto blu locali". II risparmio, se effettivamente si riuscisse ad abbattere di un altro 30% circa, potrebbe essere di altri 250 milioni l'anno. Una cifra analoga quindi a quella ottenuta finora anche se il ritmo di discesa dovrebbe essere inferiore. Il motivo, spiega, sta nel fatto che "le auto rimaste sono soprattutto di proprietà e sono spesso le più vecchie e costose, sia in termini di mantenimento che di rifornimento".

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